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Pace è mangiare il proprio pane a tavola insieme con i fratelli. Pace è vivere la convivialità delle differenze. (Don Tonino Bello ,Vescovo di Molfetta)
 CONVIVIALITA’ DELLE DIFFERENZE
Questa la scritta impressa sul cartello che è stato realizzato con le impronte colorate delle mani ,di coloro che hanno partecipato alla messa. Convivialità delle differenze per sottolineare che siamo tutti diversi, quindi unici e irripetibili, ma questa “diversità” è chiamata ad incontrarsi,a CON-VIVERE, anzi a vivere con gioia = convivialità appunto. E’ con questo spirito che lunedì 1 febbraio abbiamo celebrato la messa al centro sociale LABORATORIO ZETA di via Boito,7 Nessuno ha nascosto il suo pensiero, nessuno ha “tradito” il suo percorso umano-politico-di fede. Ci siamo incontrati. In questi giorni, tanti sono state le attestazioni di solidarietà e le parole a difesa dello z-lab, nelle forme e nei modi più disparate. Noi (laici comboniani e centro Arrupe) abbiamo voluto usare un linguaggio e una forma di presenza che ci connota, per ribadire la stessa solidarietà. Abbiamo voluto ricordare che NON SIAMO NEUTRALI, siamo dalla parte di chi lotta per la giustizia (sociale), per i diritti degli impoveriti di questa città, di questo mondo. Abbiamo celebrato per Amore, solo per Amore nei confronti di chi da anni ha manifestato un impegno serio, costante e fermo per la promozione di una cultura “differente” , alternativa. …scusa ma anche questo è Amore…. La messa è stata un celebrare la Vita, con canti (accompagnati da chitarra, tamburi, tamburelli, dal battere le mani) con partecipazione attiva ,ma soprattutto, è stato un ricordarci il senso di ciò in cui crediamo. P.Gianni Notari (direttore della scuola di formazione politica Pedro Arrupe) ha letto una sola lettura (Vangelo di Matteo 25,31-46 ) .
“Venite voi benedetti ,voi di cui si può dire solo bene… Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, carcerato e siete venuti a liberarmi. …..ogni volta che avete fatto queste cose a un fratello-compagno-amico, l'avete fatto a me, lo avete fatto per un mondo migliore. Queste parole ci ricordano che solo la passione per la Vita riempiono di senso la nostra esistenza di credenti e non credenti. …”non c’è Amore più grande che spendere la propria vita per gli amici….” Alla fine della vita non saremo giudicati su quante preghiere abbiamo fatto o a quante messe abbiamo partecipato. Saremo giudicati sull’Amore, se avremo dato risposta alle domande che il Vangelo di Matteo ci pone….

Come offerta abbiamo portato all’altare una pianta di gelsomino, segno della vita che va sempre difesa e custodita. Abbiamo chiesto che venga piantata nel giardino del laboratorio zeta, perché cresca e in primavera i suoi fiori profumino di nuovo questa asfittica città. Nella speranza che non arrivi il “maligno” a sradicarla e a distruggere tutto ciò che in questi anni è stato coltivato e visto crescere. Che dire ai “ragazzi” del laboratorio zeta ? Grazie di esistere…grazie di testimoniare che un altro mondo è possibile… Tony Scardamaglia – laici comboniani Palermo.
DI SEGUITO RIPORTIAMO IL REPORT SUGLI AGGIORNAMENTI REDATTO SUL LABORATORIO ZETA REDATTO DA FULVIO VASSALLO E MARCO PIRRONE
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