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Da Lampedusa un appello al presidente del consiglio PDF Stampa E-mail

In vista dell’imminente incontro tra il Governo italiano e quello libico, ci rivolgiamo al Prof. Mario Monti, al Dott. Giulio  Terzi di Sant’Agata, alla Dott.ssa Anna Maria Cancellieri ed al Prof. Andrea Riccardi, con l’auspicio che già a partire dal 21 gennaio p.v. venga dato un chiaro ed inequivocabile segnale di discontinuità rispetto alle politiche finora adottate dall’ Italia in materia di immigrazione.
Quelle politiche, com’è noto,  hanno toccato il culmine dell’ignominia con gli accordi Italia-Libia, dando il via  alla pratica di respingimento delle imbarcazioni, attuata dal Governo Italiano dal maggio 2009 senza tenere in alcun modo conto delle testimonianze di gravi violazioni e violenze subite dai migranti in Libia.
L’auspicio è che venga finalmente fatta chiarezza sulla netta distinzione tra accoglienza e politiche di gestione dell’immigrazione. Quali che siano le scelte politiche in tema di gestione dell’immigrazione, va affermato che l’obbligo di salvare le vite umane, l’indefettibilità del soccorso in mare, il rispetto dei diritti umani, il dovere di accogliere dignitosamente le persone, non devono più essere messi in discussione.
Tanto più questo deve essere ribadito nei confronti di quanti arrivano dal mare. I dati dimostrano innegabilmente che la stragrande maggioranza dei migranti approdati sulle coste italiane provengono da Paesi in guerra, fuggono da persecuzioni o da regimi dittatoriali, sono stati vittime di violenze. Sono richiedenti asilo.

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In piedi popole dell'acqua PDF Stampa E-mail

 

IN PIEDI, POPOLO DELL'ACQUA!

SALVIAMO IL REFERENDUM DELL'ACQUA


TRADIMENTO MONTI

 


Era il 13 giugno, esattamente 7 mesi fa, quando 26 milioni di italiani/e sancivano l'acqua bene comune: 'Ubriachi eravamo di gioia' le spalle cariche dei propri covoni! (Salmo,126).

E oggi, 13 gennaio, ritorniamo a 'seminare nel pianto..' (Salmo,126) perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre.

Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma mai, mai ci saremmo aspettati che un governo, cosiddetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull'acqua, la Madre di tutta la vita sul pianeta.

E' quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2 dell'attuale governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori. Infatti le dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni, sembrano indicare che quella è la strada anche per l'acqua.

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Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia PDF Stampa E-mail

 

APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!

 

Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.

 

Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

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No ai caccia bombardieri PDF Stampa E-mail

Al signor Presidente del Consiglio dei Ministri Senatore Mario Monti

Fra i problemi insoluti che ha ricevuto in eredità dai Governi che l’hanno preceduta c’è la decisione se acquistare o no dalla Lockheed Martin Aeronautics 131 Joint Strike Fighter 135. Costo della operazione 30.000.000.000.000 delle vecchie lire (sempre che il costo non sia aumentato).
Lei è stato chiamato a presiedere il Governo in un momento in cui il Paese deve affrontare – per risolverli – grandi ed indilazionabili problemi: rilanciare lo sviluppo economico, dare una speranza di futuro e di dignità (lavoro) a milioni di giovani e di donne e a quella schiera sempre crescente di padri di famiglia espulsi, non per colpa loro, dal processo produttivo, abbattere il debito pubblico e riequilibrare i conti: garantendo a tutti i cittadini una condizione di vita dignitosa.
Spendere quella enorme somma per acquistare 131 F 35 significherebbe andare nella direzione opposta. Significherebbe non lavorare per uscire dalla crisi ma aggravarla ulteriormente.
E poi, perchè?
Perchè comprare 131 F 35 che, come Lei sa, sono cacciabombardieri - attrezzati anche con armi nucleari - da impiegare “a supporto ravvicinato alle forze di terra in teatri altamente sensibili come quelli urbani.” e che servirebbero, quindi, unicamente per andare ad ammazzare persone inermi ed innocenti ed a distruggere case, ospedali, scuole, fabbriche?
No, signor Presidente, nel momento in cui si chiedono ai cittadini sacrifici da “lacrime e sangue” questa sarebbe una scelta socialmente e civilmente incomprensibile ed inaccettabile.
Quei 30.000.000.000.000 se investiti nella ricerca scientifica, nella scuola, nella università, in progetti di sistemazione idrogeologica in un Paese in cui basta che piova perché si determinino frane, crolli, morti, possono essere un contributo a rendere “possibile” la riuscita di quel compito immane che il Paese ha dinnanzi. Non certo se utilizzati per acquistare 131 F 35.
Per queste ragioni e con la convinzione che la Pace sia un valore assoluto e che senza Pace non può
esservi progresso, chiediamo che il Governo assuma formale decisione di non acquistare gli F 35

 

Non perdiamo tempo firma anche tu l'appello petizione a cui aderire perchè non si dia corso all'acquisto dei 131 caccia bombardieri F35, per una spesa pari a oltre 15 miliardi

http://www.change.org/petitions/presidente-del-consiglio-dei-ministri-senatore-mario-monti-no-allacquisto-dei-caccaibombardieri-f35

 
Petizione Monti Nuba e Kordofan Meridionale PDF Stampa E-mail

 

Petizione all’Onu per Monti Nuba e

 

Kordofan Meridionale

 

74 organismi internazionali e personalità sud-sudanesi della diaspora hanno firmato un appello, consegnato al segretario generale Ban Ki-moon, in cui si chiede di fare pressione su Khartoum affinché cessino i bombardamenti e le stragi nelle due regioni del Sudan. Appello che ricalca quello lanciato da Nigrizia.

Un gruppo di organismi internazionali ha consegnato al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, e ai membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu una petizione concernente la terribile situazione presente in Sudan, in particolare sui Monti Nuba, nel Kordofan Meridionale, in materia di diritti umani.

La petizione, firmata da 74 organismi e personalità sud-sudanesi della diaspora, chiede che la comunità internazionale faccia pressione sul governo di Khartoum perché cessi di bombardare i civili e consenta l'ingresso nell'area di aiuti umanitari. Chiede, inoltre, che sia decretata una "no-fly zone" sullo stato del Nilo Azzurro, sui Monti Nuba (Kordofan Meridionale), la zona di Abyei e lungo tutto il confine tra Sudan e Sud Sudan.


Si stima che almeno 400mila persone del Kordofan Meridionale e dello stato de Nilo Azzurro siano state costrette a fuggire dai propri villaggi e che decine di migliaia siano morte. Circa 43mila vivono in campi sulla frontiere tra i due stati, non possono entrare in Sud Sudan e sono spesso fatte oggetto di aggressione da parte di milizie al soldo di Khartoum.


La petizione ricalca l'appello lanciato da Nigrizia, www.nigrizia.it e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . La raccolta di adesioni continua.


Qui il testo completo della petizione consegnata a Ban Ki-moon e al Consigli di sicurezza dell'Onu.

(dal sito di Nigrizia)

 

AFRIRADIO ONAIR

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Comunità di resistenza

padre alex

“ Non basta leggere l’impero:

occorre resistere all’impero!

E si resiste non da soli

ma in comunità, in gruppi

che trovino la forza di

leggere la Parola,

di ritradurla nell’oggi. “

 

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