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NO allo SGOMBERO - senza soluzioni alternative - del CAMPO ROM della FAVORITA
ANCHE A PALERMO SI INASPRISCE LA PERSECUZIONE DEI ROM IN VIOLAZIONE DELLE NORME DELLO STATO DI DIRITTO E DELLE REGOLE COMUNITARIE.
Il clamore mediatico suscitato dai rimpatri ”volontari” promossi dal governo francese ha riproposto anche in Italia la questione degli sgomberi dei campi rom, sgomberi che in realtà non sono mai cessati, sia in Sicilia che nel resto del territorio nazionale. La crisi economica ed il senso di frustrazione tra i ceti più deboli, soprattutto nelle grandi aree urbane, ha fatto scattare ovunque la logica del “capro espiatorio” e malgrado i diversi appelli a trattare i Rom come una minoranza nazionale, si sono moltiplicati gli episodi di discriminazione istituzionale e di esclusione violenta nei loro confronti. Malgrado l’approvazione di provvedimenti drastici ( pacchetto sicurezza ) la percezione della sicurezza tra i cittadini italiani non sembra certo aumentata, anche per effetto delle ripetute dichiarazioni di “stato di emergenza” con l'attribuzione di poteri speciali a commissari prefettizi e sindaci. Inoltre l’interruzione dei processi di integrazione sta incrementando ovunque esclusione e devianza.
RICORDIAMO CHE IL CAMPO ROM DI PALERMO NON E' UN CAMPO ABUSIVO, MA E' STATO CREATO DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE NEL 1996 ED E’ STATO POI ABBANDONATO AL DEGRADO PIU' ASSOLUTO. Tra le misure proposte agli stati appartenenti all'Unione il Parlamento Europeo sollecita “gli Stati membri a risolvere il problema dei campi, dove manca ogni norma igienica e di sicurezza e nei quali un gran numero di bambini rom muoiono in incidenti domestici, in particolare incendi, causati dalla mancanza di norme di sicurezza adeguate”.
A Palermo il Comune, nei giorni scorsi, ha effettuato un sopralluogo al campo rom della Favorita, dove SONO STATE CERTIFICATE CONDIZIONI IGIENICHE ED ABITATIVE PESSIME, COME NOI DENUNCIAMO DA ANNI NELLA PIU' TOTALE INDIFFERENZA DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE. ADESSO, sulla base proprio di questa certificazione, si fa CONCRETA LA MINACCIA DI UNO SGOMBERO FORZATO SENZA ALTERNATIVE PRATICABILI ed in spregio delle convenzioni internazionali che impongono alle autorità pubbliche di trovare soluzioni alternative di alloggio prima di sgomberare i campi.
LA LOGICA DEGLI SGOMBERI FORZATI NON PUO' PREVALERE SUI DIRITTI ALL'ABITAZIONE DELLE FAMIGLIE ROM, CHE NON SONO NOMADI , MA STABILMENTE RESIDENTI, DA DECENNI, NEL NOSTRO TERRITORIO, spesso in fuga da guerre e discriminazioni, in particolare quelli provenienti dalla ex Jugoslavia, quali sono i Rom del campo della Favorita (tra loro macedoni, montenegrini, kossovari ). Per loro e per gli altri piccoli insediamenti disseminati in varie parti della città, non può essere trovata una soluzione “speciale”, all’Alemanno, cioè un nuovo insediamento in un campo attrezzato. I Rom, come tutti gli altri cittadini residenti a Palermo, hanno pieno diritto all’abitazione e ad una soluzione abitativa normale. Non sono diversi dagli altri: la vita in roulotte, il nomadismo sono per lo più modi di vita del passato. Oggi i Rom, come tutti, aspirano ad una soluzione abitativa vera e stabile. Solo così potrà essere garantito un vero inserimento sociale e si combatterà efficacemente discriminazione, esclusione e comportamenti socialmente devianti. A Palermo L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE è inadempiente da anni. E’ GENERALMENTE INADEMPIENTE SUL FRONTE DELL’EMERGENZA ABITATIVA CHE RIGUARDA TUTTI I CITTADINI PALERMITANI ed in passato non è stata neppure capace di garantire il diritto alla casa di quanti, palermitani e rom, rientravano nelle apposite graduatorie. Oggi a tutte queste famiglie, italiane e straniere, va garantito il diritto all'abitazione che la legge riconosce loro, senza ulteriori discriminazioni e senza cedimenti alle pulsioni xenofobe che alimentano la guerra fra poveri. La maggioranza delle famiglie rom presenti nel campo della Favorita, sono incluse, con buoni punteggi, nella lista dell’emergenza abitativa. Eppure è accaduto recentemente che chi ne aveva diritto non abbia ottenuto l’assegnazione dell’alloggio – un bene confiscato alla mafia – cui è stata addirittura cambiata la destinazione d’uso (da abitazione a sede comunale) in piena violazione della normativa, che ne impone l’uso a fini abitativi e sociali.
SE IL COMUNE DICHIARA L’AREA DEL CAMPO INAGIBILE PER MOTIVI IGIENICO-SANITARI E FA ATTUARE LO SGOMBERO COATTO, DEVE CONTESTUALMENTE PROCEDERE , come ha fatto con le famiglie del campo container, AL RICONOSCIMENTO DI UNO STATO SPECIALE DI EMERGENZA E AD ASSEGNAZIONI PROVVISORIE URGENTI. Peraltro molti dei Rom di Palermo sono titolari del diritto di asilo o di protezione umanitaria e dunque nel loro caso non si può pensare ad espulsioni. Le Convenzioni internazionali vietano in particolare espulsioni che possono mettere a rischio la vita, la libertà e la dignità della persona specie se si tratta di minori. Nel caso delle famiglie rom provenienti dal Kosovo, stato dichiaratosi ormai autonomo, la eventuale espulsione degli adulti privi di permesso di soggiorno e dei figli minori, non è pensabile, date le situazioni di persecuzione da parte della prevalente componente filo-albanese nei confronti dei rom di origine serba. E’ facile capire a quali pericoli e discriminazioni sarebbero esposti coloro che, dopo decenni di presenza in Italia (molti vi sono nati), hanno ormai perduto ogni legame con i paesi di origine.
Il parlamento Europeo invita “gli Stati membri a promuovere i diritti dei Rom e l'inserimento delle loro comunità nei settori dell'istruzione, dell'occupazione e della partecipazione civica…”. E’ inoltre urgente in Italia la riforma della legge sulla cittadinanza ed una applicazione equa e celere di quella esistente, con il riconoscimento della cittadinanza italiana a tutti coloro che, nati in Italia, vi abbiano comunque risieduto dalla nascita. Una misura che potrebbe fare emergere dalla clandestinità e dall'esclusione migliaia di famiglie rom, oggi costrette a subire uno sgombero forzato dopo l'altro. IL LEGAME PERVERSO INTRODOTTO DALLA BOSSI-FINI TRA CONTRATTO DI LAVORO E PERMESSO DI SOGGIORNO condanna molti Rom alla clandestinità, anche se sono nati e cresciuti in Italia. L’attuale situazione di crisi economica e di diffusione esponenziale del lavoro nero anche tra gli italiani rende quasi impossibile per i Rom il soggiorno legale in Italia, se il permesso di soggiorno è subordinato ad un regolare contratto di lavoro, anche a fronte dei diffusi pregiudizi verso la comunità rom.
FORUM ANTIRAZZISTA PALERMO; COMITATO di LOTTA per la CASA 12 luglio; RETE SOCIALE di RESISTENZA.
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