La missione a partire dalla città

31 luglio PDF Stampa E-mail
Giovedì 05 Agosto 2010 15:34

Risveglio curioso e, ad essere sinceri, tutto sommato blando rispetto alle levatacce che ci riserveranno i prossimi giorni. Sono ore di organizzazione: ancora alcuni mancano all’appello, la solita confusione mista a sorpresa che aleggia nei pressi di un cambiamento.
Nuove facce, nuovi panorami, nuovi profumi, nuovi pensieri. Il cambiamento che ci attendiamo sarà sicuramente forte, carico di significato. Un cambiamento a 360°. Basta poco, un manico di una zappa e qualche area verde in più rispetto al solito caos cittadino, per far spuntare le prime “papole”. Le vesciche (in italiano) sulle mani di giovani che, o per sentito dire, o per averlo letto e sfogliato, sono ormai inusuali sui palmi di chi ha lavorato e sudato su queste terre che sono state avare di legalità e giustizia.
La vigna era il primo appuntamento.
Un appuntamento con una pianta ricca di significato, che si è fatta abbracciare e legare da mani tanto inesperte quanto volenterose.
Come dicevano i due ragazzi che ci hanno seguiti nel lavoro “una coltivazione abbandonata” cui si doveva passione, su tutto, per poter splendere ancora.
I compiti sono stati svolti in un clima di serenità e anche i battenti del laboratorio del mosaicista presso il monastero della Skliza non erano più socchiuse. Persona soddisfatta, lui, e contento di poter svelare i trucchi di un mestiere ricco di storia.
E di trucchi si è parlato anche con Francesco, responsabile delle comunicazioni di Libera, presso le magnifiche colline intorno Corleone. Parole forti per alcuni mai udite di persona, mai contestualizzate per altri. Forse, per altri ancora, difficili da collocare nel tempo e nello spazio.
Parole che… scoppiano in un eco lungo le vallate bionde di spighe che ondeggiano alle nostre spalle. Un luogo che difficilmente potremmo scordare (!), con i territori confiscati alla mafia come sfondo che accompagna i pensieri di ognuno di noi: giovani, sorridenti, speranzosi.
Terre che di nuovo producono frutto. Terre frutto di ostinazione, speranza, amore, pazienza. Occhi curiosi di un pubblico che si illumina al pensiero della straordinaria opportunità che si sta spiegando nel cammino che volge ad un atteggiamento di ostinata speranza.
“Dopo tutti questi sforzi non potevamo ottenere prodotti mediocri. Quello che serviva, e che abbiamo ottenuto, sono bandiere che sventolano sotto aria nuova”.

 

Comunità di resistenza

padre alex

“ Non basta leggere l’impero:

occorre resistere all’impero!

E si resiste non da soli

ma in comunità, in gruppi

che trovino la forza di

leggere la Parola,

di ritradurla nell’oggi. “

 

Da ricordare....

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