La missione a partire dalla città

5 agosto PDF Stampa E-mail
Domenica 22 Agosto 2010 11:23

Silvana Saguto guardava fisso negli occhi mentre sparava in un fiato il concentrato del tutto in materia di lotta alla criminalità organizzata. Circa il 50% dei contenuti tecnici (il massimo, per i più concentrati o già informati) è andato perduto nella frenesia di trasmettere quanto incamerato nei suoi anni al “fronte”.

Sembrava di possedere un microscopio in grado di entrare nei dettagli reconditi delle più disparate vicende giudiziarie e dei fatti di cronaca nerissima.
Al di sopra delle nefandezze legate alla cattiva gestione di indagini, confisca dei beni, controllo dello status di cose da parte del “potere altro“, nel suo intervento si leggevano con estrema trasparenza i nodi di una piaga dilagante e capillarmente radicata nel territorio.
Avevamo definito una cosiddetta linea della resistenza, incarnata nelle donne di tutti i tempi, e ammettiamo di aver assimilato perfettamente questo concetto  solo a partire dal ben preciso messaggio trasmesso da Silvana: più che l’angoscia  dovuta al cappio che grava sulla Sicilia e alla trama oscura che da questa terra si dipana ai livelli sovranazionali delle logge e dei potentati economici, ha prevalso la sotterranea speranza, la consapevolezza di un  principio antico. “Il mio fine è fare il meglio possibile”.


All’incontro con il magistrato hanno partecipato un gruppo di scout da Modena. L’idea era quella che condividessero con noi tutto il pomeriggio e la sera, partecipando alle nostre attività.

All’interno di uno stesso schema ( testimonianza, catechesi, deserto, condivisione)  non si sarebbero ottenuti risultati più differenti. È venuto fuori un confronto con ragazzi estranei alle dinamiche che sperimentiamo ogni giorno, e all’interpretazione spirituale piuttosto che politica della Parola. È facile crescere nelle affinità, con gente della tua stessa età e con il tuo stesso background. Più difficile parlare con gente che “viaggia” su altri livelli, o come in quel caso, attraversa un’altra fase di crescita.
E lì sta la ricchezza.
In linea di massima noi pensavamo che tutti i ragazzi impegnati in campi del genere avessero la nostra stessa sensibilità o capacità di rielaborazione delle grandiose testimonianze e delle tematiche dure che tanto ci catturano. Così non è, non lo è stato infatti in molte condivisioni a piccoli gruppi. Ma l’adolescenza è un terreno ricco di promesse e potenzialità e già alcuni di loro ne davano prova.
Ad ogni modo l’intersezione tra campi ha avuto breve durata, e gli scout se ne sono andati in serata  per la loro route, lasciandoci al nostro lavoro  e ai nostri pensieri.

 

Comunità di resistenza

padre alex

“ Non basta leggere l’impero:

occorre resistere all’impero!

E si resiste non da soli

ma in comunità, in gruppi

che trovino la forza di

leggere la Parola,

di ritradurla nell’oggi. “

 

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