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Lo spettacolo che metteremo in scena domenica sera è molto vicino. Troppo vicino. Le idee, molte e belle, prendono forma e si concretizzano in canti, danze, poesie e letture. Il tempo per prepararlo non è molto, e così cerchiamo di farlo fruttare, approfittando di ogni manciata di minuti. Anche i più fedeli all'oretta di siesta dopo il pranzo (sempre abbondante e gustoso!) si vedono costretti a sfogliare libri, cercare frasi, provare passi e balli, per una piece che ripercorrerà il senso di questo campo. I giorni passano ed il momento della partenza, purtroppo, inizia ad intravvedersi e sembra aspettarci dietro l'angolo, subito dopo la domenica. Ancora pochi giorni a martedì. E poi? Il "dopo campo" è pensiero ricorrente. Ci si pensa individualmente. Se ne parla lungo il tragitto in auto per raggiungere le vigne, lo si condivide a gruppi. Se ne parla tra innamorati e lo si sussurra al termine della giornata al tira tardi di turno, guardando le stelle dal cortile della Sklizza. In questi giorni le nostre abitudini sono, per fortuna, continuamente scosse. Gli esempi di chi ha saputo dire no ad un sistema perverso di illegalità li abbiamo davanti agli occhi, umidi dopo la testimonianza di oggi. Una forte testimonianza di un’amica che ha saputo raccontare le scelte impegnative della sua vita e della sua famiglia. Straordinario momento di comunità. Momento di deserto indescrivibile, come se il pensiero si fosse fermato alla pesantezza di alcune frasi pronunciate in un caldo pomeriggio di agosto. Per il deserto ognuno sceglie un posto in cui fermarsi e riflettere. C’è chi puntualmente si reca sotto il suo ulivo vista lago ed erba bruciata intorno. C’è chi ha scelto l’ombra delle piante vicine alle stanze. Alcuni sono sparsi per il cortile assolato, altri accarezzati dal vento nelle zone d’ombra. Il posto non importa, i pensieri si muovono andando a toccare tutti i luoghi occupati da amici, portati da un soffio caldo insieme ai profumi bollenti di uno splendido panorama. La giornata di oggi è davvero particolare e non mi sento di affrontarla in questo modo, attraverso una fredda tastiera e uno schermo insensibile. Mi sento solo di dire che se il cuore ti si gonfia nel petto, le lacrime sgorgano con facilità e rifletti sempre più su quanto ti senta fortunate nel poter scegliere (sempre) hai un dovere: non lasciare chi è solo! Non si combatte soli. Anche ieri la dott.ssa Saguto ha ribadito il concetto: i giudici Falcone e Borsellino sono morti perché rimasti soli. "Hey Jude, don't carry the world above your shoulders!”, suggerivano a loro tempo i Beatles. Politicamente non contiamo più. Dal cogito ergo sum, al pago ergo sum. La parola etica, troppo spesso, viene utilizzata come aggettivo, come se la si potesse separare da un contesto o, peggio, dall’essere umano. Etica deve essere solo un sostantivo e, unitamente ai piccoli sforzi e a costanza, qualcosa di meglio sarà possibile. La ricerca di qualcosa di nuovo deve essere perseguita e l’unico strumento è quello di unirsi a chi ha iniziato una battaglia, secondo il proverbiale fare rete di Mauro… Anche i più lunghi cammini iniziano dal primo passo e, accanto a chi ha già avuto il coraggio di farlo, dobbiamo far sentire la nostra presenza, ancora una volta, in tutte le scelte quotidiane.
Grazie per la splendida testimonianza.
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