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Stamattina il gallo ha cantato all’alba, ma non per noi. Ci è stato concesso di ritardare di un pò la colazione, svegliandoci con un’aria più tiepida e il sole più alto sugli ulivi. La sveglia è andata a braccetto con la divertente serata trascorsa dagli amici di Libera tra musica, griglia rovente, carne a puntino e vino fatto in casa. Sapere di poter contare su un paio d’ore in più per riposare ha permesso di chiacchierare, di suonare, di addormentarsi naso all’aria in cortile e riflettere ancora sullo spettacolo di domani sera. La giornata di oggi non ci ha visti impegnati in vigna: la mattinata e qualche ora del pomeriggio sono servite per gli ultimi accorgimenti artistici… Oggi sono le mancate conversazioni tra amici lungo i filari. Poi, come uso, pranzo, spazi per i gruppi di interesse, catechesi, deserto, gruppi di condivisione e cena presso gli amici del centro di accoglienza a Piana. I continui spunti di riflessione e momenti vissuti durante questo campo, sono un esercizio meraviglioso per capire come basti poco per essere felici, carichi, motivati, speranzosi. Tutti, certamente, dopo il campo torneremo a casa con tanti pensieri, con entusiasmo da vendere che trasparirà quando i visi di amici chiederanno come sia stata l’esperienza in vigna. Altro punto su cui i pensieri si susseguono è proprio su come mantenere acceso questo entusiasmo, evitando che tutto si trasformi in una parentesi che vada chiudendosi con il tempo, confinando questi momenti di comunità e condivisione ad una bellissima esperienza estiva. Quello che si deve cercare di fare è semplice: se il modo di affrontare la giornata al campo è piaciuto, si deve ripeterlo ogni giorno. Se ci sono alcune cose che fanno stare bene, che fanno sorridere, che danno gioia, perché non dovremmo farle quotidianamente, ritornando alla “normalità”? Pigrizia, mancanza di tempo, difficoltà ed impedimenti di vario genere sono dietro all'angolo: serve costanza, speranza ed ostinazione in ciò che facciamo. Serve un radicale cambiamento. Pensando alla catechesi di oggi, alla parabola del seminatore, serve un terreno nuovo per far germogliare buoni frutti. Ci sono terreni aridi come ci sono terreni fertili. Ci sono terreni coltivati che un giorno daranno frutto, e ci sono terreni che fanno crescere ortiche impedendo ad altre piante di gettare radici. Ci sono tanti terreni quanti sono i cuori di coloro che ascoltano il messaggio di conversione. Il Signore non guarda la qualità del terreno, semina e basta. E come la stupenda immagine di un terreno arido, di un terreno che può far nascere qualcosa, serve alimentare quella zolla per renderlo fertile e fruttuoso... L'entusiasmo è importante, ma si deve riflettere ed impegnarsi per una cosa ben più difficile: la quotidianità.
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