La missione a partire dalla città

8 agosto PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Agosto 2010 13:43

Il deserto ci ha colti di sorpresa, vagamente spiazzati e perplessi su come gestire a quattro mani quelle sei ore a disposizione; la dolcezza delle parole di Silvia, lasciavano presagire l’intensità dei nostri deserti pomeridiani, ma elevata a potenza, fra la marcia, il silenzio, il racconto di noi, la riflessione profonda fra noi e il compagno di viaggio.

La situazione si è evoluta nelle maniere più disparate, ma punto d’inizio e di arrivo erano chiari per tutti, dalla Portella della Ginestra fino alla Sklizza, nostra “casa base”; e soprattutto la costante di fondo rimaneva l’accogliente Madre Terra, più o meno antropizzata, nelle sue innumerevoli varianti.

Il suo richiamo ha spinto alcuni di noi verso il lago, altri verso le vette del monte la Pizzuta. Alcune coppie si sono scontrati-incontrati lungo il percorso ramingo, all’ombra della prima chiesa fondata dagli albanesi al loro arrivo, letture e riflessioni di gruppo hanno stimolato la coscienza di ciascuno.
Che livelli di conoscenza abbiamo acquisito l’uno dell’altro?  Le donne e gli uomini del popolo nuovo, che si ritrovano in comunità, attraversano il deserto, e in solitudine o in compagnia rileggono la loro storia e la loro fede per non smettere mai di credere e di costruire.
Dal deserto all’attività del popolo della Sklizza c’era la distanza di un cannolo collettivo. Lo spirito e la spiritosaggine di un appuntamento ufficioso al Bar dello Sport prima del rientro effettivo, si sono mescolati con le nostre facce arrossate e i muscoli tirati da una fatica fisica fortificante.

Il punto della situazione è arrivato con la messa pomeridiana, con il riposo delle gambe e la massima tensione della mente. Silvana Saguto ha condiviso con noi il Pane, le riflessioni, e la provocazione di Daniele
“Continuerai a farti scegliere?….. O finalmente sceglierai?” Il De Andrè che tanto aveva accompagnato le nostre schitarrate in pullmino non ci ha lasciato proprio quando dovevamo fare i conti con le nostre scelte di vita. Grazie Daniele

L’ora che ha preceduto lo spettacolo della sera è stata una scommessa in tutti i sensi, dovendo noi ricavare un unicum da spezzoni  provati singolarmente. Ma seppur dilettanti, non ci sentivamo certo sprovveduti, e fin dall’inizio abbiamo stabilito una regia che pensasse un filo conduttore soddisfacente e rappresentativo. Partire dal titolo si è rivelata una scelta vincente, solo apparentemente banale, che ci ha consentito di dare un incipit e una conclusione forti, a quel contenitore di idee e contaminazioni, elaborati attraverso le nostre capacità e conoscenze in materia di danza, fotografia, recitazione, ricerca, canto e musica. La terra stremata compie allora una simbolica rinascita. Ma sarà solo simbolica o..?

La serata è stata la punta massima della soddisfazione. Nessuna grande aspirazione mentre allestivamo questo micro resoconto delle nostre attività; abbiamo fondamentalmente puntato su una scena semplice, la più semplice possibile. Unico fine: sentire dentro di noi il contenuto che volevamo trasmettere. Ma mettendo da parte l’obbiettivo finale, possiamo a buon titolo riconoscere l’importanza primaria dell’impegno per raggiungere tale obbiettivo, il lavoro di squadra di cui tanto si parla, ma che difficilmente si raggiunge così bene e così in fretta come l’abbiamo raggiunto in quei due giorni convulsi.
L’arrivo la sera stessa del campo ACR di piana, pubblico perplesso della nostra performance, può essere rappresentato con buona approssimazione attraverso l’immagine di due mondi paralleli che si ritrovano nello stesso spazio. E vi stanno stretti. Con un’osservazione efficace, Angelo ci ha fatto notare che gradualmente stavamo vivendo il ritorno alla realtà quotidiana. Abbiamo cominciato a renderci conto che la nostra è stata un’isola felice e che dovevamo fare i conti con una realtà che ha tutt’altra consistenza.

 

Comunità di resistenza

padre alex

“ Non basta leggere l’impero:

occorre resistere all’impero!

E si resiste non da soli

ma in comunità, in gruppi

che trovino la forza di

leggere la Parola,

di ritradurla nell’oggi. “

 

Da ricordare....

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