| INFO-LMC n°9 settembre 2006 |
|
|
|
| Mercoledì 04 Ottobre 2006 20:08 |
|
Cari LMC, pace e bene per coloro che rientrano ‘definitivamente’ (famiglie Ventresca e Magand) o per un periodo di ‘vacanze’ (Luca Clochiatti e Lorenzo Dalla Valle) o per quelli che partono come Claudio Gori…. e naturalmente per chi lavora sul campo. Ci stiamo avvicinando all’assemblea generale di Ellwangen e ringrazio quelli che si sono preoccupati di dare il loro contributo affinché i LMC camminino sempre più insieme e manifestino una autentica spiritualità missionaria laicale comboniana. Il mese di ottobre sia di animazione missionaria ovunque ci troviamo e con ogni mezzo, vivendo profondamente il messaggio del Papa Benedetto e del Comboni. p.Rafael Laici Missionari Comboniani ZAMBIA,Chicowa, Lorenzo Sono Lorenzo, ho 45 anni e sono un Missionario Laico Comboniano da due anni al Chikowa Youth Development Centre a Chikowa, un progetto di sviluppo di un’area rurale nell’est dello Zambia, iniziato e tuttora gestito dai Missionari Comboniani. Sono arrivato a Chikowa alla fine del 2004 e non ero nuovo del posto. C’ero già stato in un paio d’occasioni, durante le ferie estive, e in un’altra occasione per alcuni mesi, per testare e testarmi, per vedere come avrei reagito ad un’esperienza più lunga. Io lo sapevo benissimo come avrei reagito, ma dovevo farlo vedere, far sapere che potevano contare su di me. L’esperienza fu molto positiva per me e per gli altri operatori e religiosi del progetto. Un paio di mesi dopo essere tornato a casa da quell’ esperienza, ho chiesto di poter tornare a Chikowa per spendere una parte della mia vita a servizio della gente e del progetto. Il tutto si è concretato dopo due anni, tanto è durata la preparazione, un tempo lunghissimo finché lo vivi, non molto se lo guardo ora. Di quel tempo ricordo le preoccupazioni per quello che mi ero messo in testa di fare, gli incontri, il corso di preparazione per l’Africa al CUM di Verona. Corso che non volevo fare, perché reputavo un’inutile perdita di tempo, per via della fretta appunto, e che invece è stato molto bello e preparatorio anche per chi, come me, non era a digiuno in materia di Africa. Arrivato a Chikowa, per un paio di mesi ho vissuto in missione, assieme ai padri e ai confratelli Comboniani e seguivo quindi i ritmi della comunità. La convivenza è stata positiva, l’atmosfera era cordiale. Poi sono passato ad abitare nella casa che mi è messa a disposizione. Subito dopo sono andato nel seminario di Balaka, nel Malawi per seguire un corso di Chichewa, la lingua parlata in quell’area dello Zambia e, nel contempo, dare una mano a fare dei lavori di manutenzione. Sono tornato a Chikowa a Marzo un po’ deluso perché mi sembrava di non aver imparato la lingua, non riuscivo a dire quello che volevo. Effettivamente - come ho successivamente scoperto – le basi per la comprensione della lingua erano gettate, la struttura, le regole grammaticali. Bastava solo metterle in pratica, e questo è avvenuto a Chikowa, quando, per forza di cose, ho dovuto parlare con la gente. La cosa mi piaceva molto - e mi piace molto - ma i primi tempi è stato frustrante, star lì e cercare di comprendere le singole parole, cercare di capire cosa vogliono dire, e poi cercare le parole per dire quello che vuoi dire. Ah ! Ai primi tempi, molte sere le passavo assieme ai ragazzi della scuola, solo ascoltando (capendo poco o niente) mentre parlavano tra loro, questo ancora più difficile perché i giovani parlano un linguaggio con molti termini “giovanili”, insomma, una specie di slang ! tutt’altro che chichewa. Oppure mi metto a leggere la Bibbia in chichewa e poi la confronto con quella in inglese per vedere se ho capito, sempre col vocabolario d’inglese a portata di mano perché, anche lì, non è che sono forte. Quando si vive a contatto con la popolazione è importante saper leggere (non dico capire, ma accorgersi) il comportamento della gente così diverso dal nostro, anche se sembrano uguali a noi il loro bagaglio culturale è profondamente diverso. Il mio lavoro a Chikowa si svolge principalmente, ma non esclusivamente, in due campi: l’amministrazione dell’ufficio, la contabilità, entrate uscite, la gestione degli operai impiegati al progetto (una ventina), paghe, contributi, contratti, ecc. Il secondo riguarda invece il coordinamento della falegnameria. In sostanza devo tenere i contatti tra i clienti e la falegnameria, curare tutto il processo di produzione dal preparare il preventivo per i mobili, al comperare il legno, alla fase di realizzazione, alla consegna. È stato veramente nuovo per me, non ho mai fatto il falegname e non sapevo niente della materia. In questo mi hanno aiutato molto gli stessi africani, gli operai della falegnameria, che in ciò mi hanno cresciuto. Per altre cose non rimane molto tempo. La sera viene buio alle sei e quindi non si può andare da nessuna parte se non alla missione a guardare la tv o fare quattro chiacchiere. Una raccomandazione che mi sentirei di fare a chi abbia in mente di fare un’esperienza di volontariato è quella di non andare in missione con secondi o terzi fini. La missione è per la gente, per servire la gente, per stare con loro, e ti deve piacere, altrimenti non funziona. R.D. CONGO - Mongoumba, Rosanna “Noi qui, come per la vostra estate, le scuole sono chiuse, ma alcune attività della missione continuano, come il nostro dispensario, il centro “da ti ndoye” centro di riabilitazione e tecnico della missione. I malati non vanno in vacanza. E qui i casi che si scoprono a volte sono davvero disperati. David, il nostro cucciolo pigmeo, ha la tosse cattiva e sta male. Joseph, un altro bimbo di 5 mesi che avevamo affidato alle suore di Madre Teresa perché orfano e la famiglia non era in grado di prendersi cura di lui, è purtroppo morto a causa della grande tosse. Qui non abbiamo gli stessi strumenti come in occidente! C’è stato un altro evento che ha vissuto la nostra comunità, ed è la partenza di Teresa, la persona che sono venuta a sostituire. Lei ha dato alla missione di Mongoumba 8 anni della sua vita, è partita a 35 anni e torna coi suoi 43 anni, possiamo davvero dire nel pieno della sua maturità di persona, di donna e di laica comboniana. Perché lei ha saputo fare famiglia nella comunità, con i collaboratori, con la gente. Ha dato amore ed ha ricevuto amore. Pur avendo vissuto momenti difficili e di pericolo, la sua presenza e la presenza della comunità per la gente significava, speranza! Molti sono venuti alla missione a salutarla, dai dipendenti hanno anche organizzato una festa a sorpresa per lei. Molte sono state le manifestazioni spontanee di affetto da parte di tutti e non di meno i padri comb. che hanno avuto modo di apprezzarla negli anni. E anch’io che pur ho vissuto con lei, meno di un anno, con la mia Tere, ci siamo scambiate un ultimo abbraccio commosso all’aeroporto, segno dell’affetto e della stima reciproca che ha caratterizzato la ns. amicizia”. KENYA –Nairobi, Luca “Il mese di settembre si è aperto con l’arrivo di Monica dall’Italia. Monica ha già passato 4 anni a Korogocho ed ora è tornata per un altro anno da spendere a Ngong al Napenda Kuishi Home. Per alcune settimane sarà ancora qui a Korogocho con noi e poi potrà dedicarsi pienamente al suo nuovo incarico a Ngong insieme con i bambini e speriamo tra non molto anche con un nuovo gruppo di alcolisti. Infatti il primo gruppo di 7 alcolisti è tornato a Korogocho il 13 agosto, concludendo il periodo di riabilitazione. Abbiamo celebrato la messa e sono stati accolti dalla comunità e dalle loro famiglie e poi sono tornati a casa. A dire il vero 2 di loro hanno scelto di lasciare Korogocho ed hanno preferito andare al villaggio, unendosi ad altri parenti. Il rientro da Ngong forse rappresenta la fase più delicata della riabilitazione e per questo motivo ci siamo subito messi al lavoro, andando a visitarli con una certa costanza per vedere i progressi e continuare il cammino al loro fianco. L’impatto non è stato semplice per molti di loro, si è trattato di ricominciare da zero o quasi, ma la voglia di farcela e il desiderio di costruirsi una vita dignitosa sono tanti. Poco alla volta tutti stanno trovando la loro strada e di passi ne hanno fatti molti. Sentono anche una grossa responsabilità nei confronti della comunità, sono molto attivi negli incontri degli Alcolisti Anonimi cercando di essere un esempio propositivo nei confronti degli altri, hanno anche partecipato a seminari portando la loro esperienza di fronte a tanta gente di tutta la parrocchia. Intanto il lavoro con gli alcolisti di Korogocho e Kariobangi sta continuando molto bene, il numero di persone che partecipano agli incontri è sempre in crescita soprattutto a Kariobangi e le persone interessate a fare un percorso di riabilitazione sono sempre di più. Poco alla volta anche un piccolo gruppo di donne si sta facendo vicino dimostrando interesse e serietà. Certamente la nostra intenzione è quella di dare la possibilità ad un altro gruppo di andare a Ngong al centro di riabilitazione il più presto possibile, ma siamo ancora alla ricerca di un persona che possa prendersi l’incarico di guidare il gruppo. Anche per quanto riguarda i bambini del Korogocho Street Children Programme, avvicinandoci alla fine dell’anno, stiamo pensando a come poterli integrare in alcuni istituti o case per bambini per il prossimo anno. Ovviamente la priorità va al Napenda Kuishi Home, dove circa 12 bambini potranno andare. Ma il numero di bambini pronti ad una riabilitazione è decisamente alto quest’anno: sono circa 35. Per questo ci stiamo muovendo per creare buone relazioni con altri istituti e trovare accordi per dare opportunità ai nostri bambini. Dopo l’esperienza dello scorso anno, siamo riusciti a consolidare la collaborazione con alcuni centri, ma allo stesso tempo ci stiamo dedicando alla ricerca di altri. Inoltre stiamo anche cercando di collaborare con centri di formazione, soprattutto per andare incontro alle esigenze dei ragazzi più grandi che non avr ebbero più la possibilità di tornare a scuola. Anche al Boma Rescue Centre ci stiamo avvicinando all’ultima fase dell’anno, che consiste nel valutare le diverse esigenze dei singoli bambini e trovare il miglior modo per integrarli. Non sarà semplice quest’anno perché le attività del centro sono iniziate solo da 2 mesi e mezzo, ma sono convinto che il gran lavoro che stanno facendo i nuovi social worker porterà ottimi frutti. Il centro sta funzionando decisamente bene, i bambini si stanno dimostrando straordinari con grandi potenzialità e voglia di fare bene. Dimostrazione è stata la festa di riapertura ufficiale del centro, fatta solo qualche girono fa, dove i bambini hanno animato l’intera giornata, prima con la messa, poi con danze e balli e infine con le attività sportive. Una bellissima giornata di festa, dove la gente di Korogocho e Dandora hanno potuto ammirare le potenzialità dei bambini più svantaggiati e il grande servizio che il Boma Rescue sta facendo ormai da tanti anni a tutta la comunità. Mi sento ancora pienamente coinvolto nelle mille attività quotidiane di Korogocho, ma molte volte il pensiero va all’Italia. Tra solo 2 settimane sarò in viaggio, principalmente per partecipare al convegno ecclesiale di Verona, ma poi anche per visitare amici e per stare un po’ a casa con la mia famiglia. E’ ancora una sensazione un po’ strana pensare di lasciare questo posto e catapultarmi in un altro mondo per il breve periodo di un mese. Intanto tra qualche giorno riceverò la visita di 2 grandi amici che si sono sposati domenica scorsa e che hanno deciso di fare il loro viaggio di nozze in Kenya, passando i primi giorni qui da noi a Korogocho. E’ una visita che mi riempie di gioia e provo ammirazione per questa coppia che ha fatto una scelta così insolita”. Laici Comboniani Varie, LC Il Consiglio Provinciale dei Comboniani ha inviato una lettera ai LC, rappresentati dal Coordinatore Nazionale Piero Grillo, manifestando alcune inquietudini e chiedendo collaborazione per fare chiarezza e speriamo maggior crescita reciproca. LC centro e nord-ovest : attendiamo informazione sulla rispettiva riunione zonale, dato che per fine ottobre dovrebbero incontrarsi i delegati delle varie zone e rappresentanti anche dei vari gruppi di interesse. I LC del sud e del nord-est hanno già dato l’esempio! Il gruppo “P.Ivo Ciccacci” di Napoli manda puntualmente notizie attraverso il loro bollettino informativo elettronico (vedi a parte).Presto avranno anche l’appoggio degli scolastici o studenti di teologia missionari comboniani, con sede a Casavatore nella periferia della città. Laici Comboniani di Verona alla festa dei popoli di Villafranca (Vr) domenica 17 settembre. Una presenza significativa, ormai una tradizione, sia con i libri missionari sia con i prodotti del mercato equo-solidale, grazie alle famiglie Luca e Martina Mafesanti, e Giovanni e Arletta Signoretti. Avvisi Riflessione dei laici comboniani su.... Cari amici, sto per chiedervi un’ulteriore dimostrazione del vostro impegno di laici comboniani. Il nostro cammino è una realtà in continua crescita, se pur in parte ancora confusa e non ben definita, sia nei rapporti tra noi laici che con i missionari comboniani. Come già vi ho anticipato all’inizio di luglio 2006, da parte della Provincia Italiana (per affrontare questa problematica nell’intento di compiere ancora un piccolo passo in avanti) ci viene richiesto di comunicare entro il 10 Novembre p.v. la riflessione dei laici comboniani su: relazione e collaborazione dei laici comboniani con le comunità comboniane. 1. criteri di identificazione dei laici comboniani, come gruppi o singoli, criteri che possano essere riconosciuti comuni in tutte le comunità comboniane della Provincia Italiana. 2. Ad alcuni sembrerà di dover ancora una volta affrontare temi già discussi, ma ogni realtà duratura si costruisce passo dopo passo, con disponibilità, serenità e pazienza. Mi incarico di raccogliere entro il 20 ottobre le vostre risposte che farò pervenire al Superiore Provinciale, p. Alberto Pelucchi. Buon lavoro e un saluto a tutti quanti. Piero Grillo |
















