| AUGURI DA.....LONTANO |
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| Martedì 14 Aprile 2009 11:07 |
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P. Daniele non è più a Korogocho però gli auguri arrivano sempre........perchè la missione è sempre VIVA! Carissimi tutti, Jambo!! Tento di scrivere un augurio per la Pasqua all’inizio di questa settimana santa che qui a Korogocho è una settimana intensa, sentita, vissuta. Ieri alla celebrazione delle Palme c’era tanta gente, tanti volti che si incontrano per strada ogni giorno ma che non sono assidui frequentatori della messa, ma la settimana Santa il cui inizio è segnato dalla domenica delle palme attira tutti, la processione che qui a Korogocho facciamo è lunga ed intensa, partiamo da fuori Korogocho, per contemplare la nostra Gerusalemme dove, come Gesù, vogliamo entrarci in punta di piedi, cavalcando un Asino segno del servizio fino ad oltre la stanchezza fisica!! Guardiamo Korogocho da una zona che è l’avamposto di molti che poi sognano di abitare altrove perché a Korogocho se non hai un motivo forte per vivere o se non sei costretto dalle condizioni della tua vita non si abita facilmente…se così stanno le cose le tante persone che vi abitano sono in preda ad un’oppressione dell’anima e della vita grandi!! E questo per noi, Comunità Missionaria, è un motivo importante per stare qui…per liberarsi e liberare dall’oppressione e dalle tante schiavitù!! Forse questo senso della settimana santa, della Pasqua, attira molti a prendere parte alla vita della comunità cristiana! Un profumo di tenerezza profuso da una pagina del Vangelo apre questa settimana Santa: L’unzione di Betania. È un passaggio della vita di Gesù che ha colpito molto i discepoli che lo hanno raccontato dettagliatamente, fino a farla diventare una catechesi riassuntiva della vita dei compagni di Gesù come fa Giovanni. Meditando il suddetto passo del Vangelo, nella versione di Marco, mi ha colpito un particolare quasi adombrato che si legge tra le righe: Gesù è a casa di Simone il lebbroso e con lui anche tanti altri che osservano la scena della donna che entra e versa profumo di nardo prezioso sulla testa di Gesù. E’ un’unzione che gli costa la vita perché non si accontenta di aprire il vaso contenente il profumo, lo rompe per essere sicura che tutto il profumo della sua vita sia per Gesù, per il figlio dell’Uomo che ora sta per dare la vita lui stesso. Forse questo gesto di tenerezza ha così toccato Gesù da motivarlo ad andare avanti - rompere il vaso della sua vita - senza cedere alla paura del giardino degli Ulivi. Mi son lasciato prendere un po’…ed ho tralasciato di sottolineare il particolare adombrato che leggo tra le righe di questo gesto di tenerezza di Dio. Simone era un lebbroso e sappiamo quanto la lebbra fosse una malattia che discriminava e costringeva, coloro che ne erano infetti, a vivere fuori le mura; Gesù va fuori le mura, va verso i più poveri ed emarginati della vita e con lui ci trascina!! Cerano molti in quella casa quel giorno, Simone stesso si era meravigliato, ancora più meraviglia destava il fatto che ora la sua casa profumava di nardo e di tenerezza!! Tanti mormorano al vedere il gesto della donna, criticano, fanno conti, pensano ai poveri con ipocrisia, fanno le loro elucubrazioni su cosa si sarebbe potuto fare con l’equivalente in moneta di quel profumo!!! Quella stessa gente che mormora e critica forse non sarebbe mai andata in casa di Simone il lebbroso ma, per vedere Gesù, per coglierlo in fallo e per criticarlo, osano il gesto che per alcuni era contro le loro norme religiose!! Il criticare il gesto della donna e le elucubrazioni della gente in casa di Simone mi riporta alle tante discussioni che si fanno sui poveri, su come cambiare la loro povertà in ricchezza. Questa densa scena del Vangelo ci mette di fronte ad una bella realtà: tutti sono presenti nella casa di Simone il lebbroso, attratti da Gesù e dalla forza del suo amore, della sua presenza. Qui vivo questa realtà: tutte le volte che vado a visitare i malati, gli anziani, la comunità dei lebbrosi che è con noi a Korogocho. Attratti dalla presenza del Cristo nell’Eucaristia che celebriamo nelle famiglie, quel cumulo di lamiere e assi di legno che coprono la testa di molta gente diventano luoghi di incontri privilegiati per me missionario e per la gente soprattutto. Questa scena del Vangelo però dice anche altro per la situazione qui a Nairobi, dove c’è il quartier generale di UN-HABITAT ed è veramente strano constatare che Nairobi è la città che ha la più densa, precaria, in termini di sanità, e insicura presenza di slums; queste non sono parole mie, sto citando uno studio dell’ONU del 2003. Altrove, sempre fonti dell’ONU, dicono che “gli insediamenti informali ospitano i tre quinti della popolazione totale di Nairobi” che al tempo dello studio (2001) contava 2,5 milioni di abitanti e la proporzione della terra occupata dagli slum è inversamente proporzionale alla terra occupata dalle zone ricche. Nairobi è la città africana con il più altro numero di Slums: più di 200, questa cifra tende ad aumentare. Proprio la settimana scorsa nella sede dell’ONU si è tenuto un incontro sui programmi di risanamento (upgrading) degli Slums a livello mondiale, ho partecipato a qualche incontro e ho avuto la netta impressione di star a perder tempo sentendo ipotesi di risanamento e di miglioramento della condizione dei poveri. Poi in uno dei documenti prodotti da uno dei diversi forum, leggo la definizione di “abitabilità dignitosa”: “Adequate shelter means more than a roof over one’s head. It also means adequate privacy; adequate space; physical accessibility; adequate security; security of tenure; structural stability and durability; adequate lighting, heating and ventilation; adequate basic infrastructure, such as water-supply, sanitation and waste-management facilities; suitable environmental quality and health-related factors; and adequate and accessible location with regard to work and basic facilities: all of which should be available at an affordable cost.” Dopo aver letto e confrontata tale definizione con quanto la gente vive qui a Korogocho, mi son chiesto quale sia il posto per le relazioni umane, per l’amicizia e per la crescita comunitaria!! Certo l’upgrading di Korogocho è una questione importante che stiamo seguendo con dedizione, ma se l’upgrading non considera che se da una parte del mondo (o di Nairobi stessa) si vive quattro persone in uno spazio enorme, spazio sprecato, inutilizzato e dall’altra parte si vive con una altissima densità di popolazione, dove lo spazio manca ma ... non manca il profumo della vita vissuta in profondità!! Forse l’approccio che abbiamo verso i poveri e gli emarginati non è un approccio liberante per loro. I poveri sono considerati oggetto di miglioramento e quasi mai soggetti del loro miglioramento, della loro storia. In questi anni di presenza qui a Koroch mi sembra di cogliere il disagio che gran parte della società benestante e agiata vive, al solo pensare che la vita deve viversi con lo sguardo dei poveri, dei semplici, delgi emarginati!! Che dai poveri abbiamo da imparare a vivere!! Questa crisi mondiale che sta mettendo in pericolo i templi e gli idoli, sui quali abbiamo fondato i valori della vita, è per me un’occasione per imparare dai poveri, dalle economie informali, dalle soluzioni economiche locali. Invece noi ci ingarbugliamo nelle discussioni ed elucubrazioni sui poveri facendo scivolare sulla nostra pelle gesti come quelli della donna del Vangelo che compie un atto di tenerezza e riconoscimento della vita vera in Gesù. Gesti come quello di Simone di Cirene che nel silenzio accetta una croce che non è la sua e strada facendo entra in sintonia con la Croce e con Gesù!! Forse è giunto il momento – negli spazi di vita e talenti che ciascuno di noi ha – di rompere i vasi (schemi, pregiudizi) che tengono imprigionata la nostra vita personale e sociale per sprigionare quel profumo di tenerezza e vita vera che ciascuno di noi ha dentro di sé e che può cambiare il mondo cominciando da se stessi, col donarsi, farsi solidali con i poveri e da loro imparare. Questa è la Risurrezione che chiedo per me, per la comunità di Korogocho e per ciascuno di voi. Una Risurrezione che non si dá senza Venerdì Santo, senza passare dentro le situazioni di crisi della vita. Questo è quanto ci ha insegnato Il RISORTO! Grazie a quanti di voi con la loro amicizia e sostegno ci aiutano a vivere questa missione a Korogocho, mi auguro che abbia sempre di più il profumo di tenerezza di Dio Buona Pasqua a tutti!! Buona Pasqua a tutti!! PASAKA NJEMA Barikiwe p. Korogocho 6 Aprile 2009 – lunedì santo |
















