| CRISI DISOCCUPAZIONE E PAROLA DI DIO |
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| Lunedì 25 Maggio 2009 16:27 |
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Con immenso piacere pubblichiamo una lettera che p. Dario invia dal Brasile dove continua la sua missione. Ciao amici/e! Dopo un po' di tempo di silenzio, mi rifaccio vivo con un grande abbraccio per condividere il nostro impegno a fianco delle molte famiglie disoccupate qui in Brasile. Vi scrivo in semplicitá, immaginando che anche voi in Italia o altrove siate impegnati con gli stessi problemi. Che il Dio della vita ci benedica e rafforzi! un grande abbraccio! «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi? Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno. Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi» (Mt 20, 1-16) “Perché siete disoccupati?” Dio stesso si fa questa domanda, preoccupato per la situazione di tante famiglie che vivono alla mercé di un sistema economico basato sulla ricerca insaziabile del guadagno. Anche la chiesa, oggi, deve ripetere la stessa domanda, in un momento difficile di crisi mondiale e locale. “Il padrone uscí e uscí di nuovo...” Dio, nella parabola del Vangelo, non si limita alle domande, non analizza il fenomeno dietro il tavolo del suo ufficio o solo attraverso gli articoli di un giornale: esce all'incontro dei lavoratori piú e piú volte, dialoga con loro, cerca soluzioni e piste di azione. La crescita economica disordinata e non pianificata delle nostre regioni pre-amazzoniche si deve a politiche irresponsabili di finanziamento per grandi imprese e proprietari, per non parlare della “politica del saccheggio” che lungo gli anni ha succhiato le risorse locali creando poche opportunitá e favorendo una minoranza che accumula (cf. il ciclo dello sfruttamento del legno pregiato, delle segherie che hanno distrutto la foresta locale, dell'allevamento, dell'estrazione minerale e della produzione siderurgica). Il capitale difende sempre i suoi interessi: é Con Dio, oggi nuovamente ripetiamo con decisione le parole del Vangelo. La chiesa desidera partecipare attivamente al dialogo permanente tra la societá civile organizzata, i poteri pubblici e gli impresari, alla ricerca di cammini che attutiscano la crisi e costruiscano progressivamente una societá in cui non ci siano primi e ultimi, ma semplicemente, umanamente, fratelli e sorelle. p. Dario |
















