La missione a partire dalla città

No al dilagante razzismo in Italia PDF Stampa E-mail
Martedì 27 Maggio 2008 06:56
22 maggio 2008
E' agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo
nostro paese.
I campi ROM di Ponticelli (Na) in fiamme , il nuovo pacchetto di sicurezza
del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia , la
caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne
offrono una agghiacciante fotografia dell'Italia 2008. "Mi vergogno di essere italiano e cristiano", fu la mia reazione rientrato
in Italia da Korogocho, all'approvazione della legge Bossi-Fini (2002).
Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e
xenofobia nella società italiana , cavalcata dalla Lega (la vera vincitrice
delle elezioni 2008) e incarnata oggi nel governo Berlusconi. (Posso dire
questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i
sindaci di sinistra da Cofferati a Dominici....) Oggi doppiamente mi
vergogno di essere italiano e cristiano.

Mi vergogno di appartenere ad una società sempre piu' razzista verso
l'altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che è
diventato oggi il nemico per eccellenza.

Mi vergogno di appartenere ad un paese il cui governo ha varato un
pacchetto- sicurezza dove essere clandestino è uguale a criminale. Ritengo
che non è un crimine migrare, ma che invece criminale è un sistema
economico-finanziario mondiale( l'11% della popolazione mondiale consuma
l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per
sopravvivere.

L'O.N.U. prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un
miliardo di rifugiati climatici. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove
andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?

Mi vergogno di appartenere ad un paese che ha assoluto bisogno degli
immigrati per funzionare , ma poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un
linguaggio leghista da far inorridire.

Mi vergogno di appartenere ad un paese che da' la caccia ai ROM come se
fossero la feccia della società. Questa è la strada che ci porta dritti
all'Olocausto ( ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano
ROM!).Noi abbiamo fatto dei ROM il nuovo capro espiatorio.

Mi vergogno di appartenere ad un popolo che non si ricorda che è stato fino
a ieri un popolo di migranti ( " quando gli albanesi eravamo noi"): si
tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all'estero .I
nostri migranti sono stati trattati male un po' ovunque e hanno dovuto
lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli
immigrati in mezzo a noi?

Cos'è che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?

Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo
accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il
Mediterraneo per arrivare nel nostro "Paradiso"? E' la nuova tratta degli
schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell'Africa
all'Europa.

Mi vergogno di appartenere ad un paese che si dice cristiano ma che di
cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di
Nazareth crocifisso fuori le mura e che si è identificato con gli affamati,
carcerati, stranieri. " Quello che avrete fatto ad uno di questi miei
fratelli più piccoli lo avrete fatto a me".

Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di
odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom ? Come possiamo gloriarci di
fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le " adozioni da
vicino" ?

Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste
tendenze razziste e xenofobe? E quand'è che i pastori prenderanno posizione
forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?

Come missionario, che da una vita si è impegnato a fianco degli impoveriti
della terra, oggi che opero su Napoli , sento che devo schierarmi dalla
parte degli emarginati, degli immigrati , dei Rom contro ogni tendenza
razzista della società e del nostro governo . Rimanere in silenzio oggi vuol
dire essere responsabili dei disastri di domani.

Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa
confessante sotto Hitler :
" Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato
perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom non ho
protestato perché non ero un Rom.
Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero
un Ebreo ...
Quando alla fine sono venute ad arrestare me non c'era più nessuno a
protestare."

Non possiamo stare zitti, dobbiamo parlare,gridare, urlare. E' in ballo il
Futuro del nostro paese, ma soprattutto è in ballo il futuro dell'umanità
anzi della vita stessa.

Diamoci da fare perché vinca la vita!


Alex Zanotelli

 

Comunità di resistenza

padre alex

“ Non basta leggere l’impero:

occorre resistere all’impero!

E si resiste non da soli

ma in comunità, in gruppi

che trovino la forza di

leggere la Parola,

di ritradurla nell’oggi. “

 

Da ricordare....

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