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Bambilo 5 giugno 2008
Carissimo Emmanuele e Amici di Santa Croce.
Finalmente posso mandarvi nostre notizie. Infatti da un mese e mezzo l’e-mail
non funziona a Bambilo, ma domani andrò a Bondo, sede della diocesi, una
giornata di strada. L’occasione è l’ordinazione episcopale del nuovo vescovo di
Bondo, dopo tre anni di sede vacante, diciamo pure di abbandono. Il nuovo
vescovo si chiama Etienne Ung’eyouwn, viene da una tribù ai confini con
l’Uganda, ha 49 anni, era segretario della conferenza episcopale del Congo.
Anche ieri sera sono passati per Bambilo dei catechisti che vengono da qualche
centinaio di Km, in bicicletta, diretti a Bondo come rappresentanti delle loro
comunità. Ancora due - tre giorni e arriveranno. I cristiani si sono cotizzati a
dare riso, olio di palma, pesce, per accogliere tutte le persone di lontano che
verranno a Bondo. Per noi sarà una festa, potremo riprendere il cammino delle
comunità cristiane col Vescovo. Le parrocchie non sono molte, 14, ma distanti su
strade quasi impraticabili, sei missioni non hanno prete. L’isolamento tocca la
regione e la diocesi si allunga su quasi 1000 km. Una domenica hanno fatto una
festa per accogliermi (loro hanno detto che sono il nuvo parroco, io ho detto
cha tocca al vescovo dire certe cose). Beh cari, la sera prima, alle nove mi
chiamano che la moglie del cuoco è stata morsicata da un serpente. Certo
velenoso: la donna aveva le convulsioni, straparlava, il veleno saliva verso il
cuore. Con una lametta abbiamo tagliato dove è stata morsicata, suo figlio ha
succhiato il sangue scuro sputandolo, hanno messo un fagiolo selvatico sulla
ferita e quello si è attaccato: è un antidoto naturale, succhia il veleno. Io a
pregare “santa Maria ora pro nobis, qua andiamo bene, questa mi muore e diranno
che il nuovo arrivato porta fortuna, tu che hai schiacciato il capo del serpente
antico fa gli straordinari e ripeti il lavoro, ora pro nobis peccatoribus”. Le
ho dato da bere latte (non alla madonna), si è ripresa, insomma è guarita,
gloria in excelsis Deo.
Abbiamo avuto i Battesimi a Bambilo e ora stiamo visitando i settori della
missione, dove ragazzi e giovani si sono preparati per due anni, nel
catecumenato, tre volte la settimana, sotto la guida dei catechisti. Abbiamo
fatto un consiglio parrocchiale di due giorni (venivano da lontano) per rivedere
la celebrazione domenicale nei villaggi della missione (40) dove non c’è il
prete, scambiare esperienze sulla formazione dei catecumeni, rilanciare le
piccole comunità di base. Ogni tre mesi facciamo consiglio, vengono i
rappresentanti e animatori delle comunità cristiane.
Dopo avere radunato sassi e sabbia, dovevano cominciare a fare i mattoni per il
Centro Sanitario. Ma il Commissario ha dato ordine di rifare i ponti della
strada sul tratto Bondo - Bili, dove i tronchi marcivano e ci si cascava dentro.
Per un mese e mezzo la gente, nel lavoro comunitario obbligatorio, ha trascinato
verso i ponti i tronchi grossi e pesantissimi (del legno più duro di foresta)
per aggiustare la strada. I corsi d’acqua sono tanti, grazie a Dio in zona
Bambilo (80 Km) diversi ponti erano già fatti in sasso, ad arco. Adesso gli
uomini, nel lavoro comunitario, dovrebbero cominciare a costruire la tettoia
lunga 25 metri, dove mettere i mattoni freschi, ‘battuti’ con vecchie macchine a
mano dell’epoca coloniale. Noi ne abbiamo due e i protestanti una terza.
Prevediamo almeno 60.000 mattoni, che poi verranno bruciati formando la fornace,
e la gente porterà la legna che sarà messa nelle bocche della fornace per 36 ore
di seguito.
Adesso alla missione di Bambilo P. Senèn, spagnolo, sta terminando la seconda
costruzione in mattoni, dopo aver fatto le nostre stanze e un magazzino: sarà
refettorio, cucina, ufficio parrocchiale. Sono stati in foresta a tagliare i
tronchi e ora stanno facendo le capriate, tutti lavoratori del posto. Chi lavora
impara il lavoro, secondo il metodo di Comboni, “Salvare l’Africa con l’Africa”.
Il cemento è praticamente inesistente, ma ogni sacco che compri è a peso d’oro:
dopo quasi 1500 Km di fiume, poi 380 Km spingendo le bici sulle piste di
foresta, poi il trasporto Bondo – Bambilo, cerchiamo di consumare meno cemento
possibile. Forse abbiamo trovato la formula giusta: prendendo l’argilla per fare
i vasi (si trova a 7 Km), mescolando con l’argilla delle termitiere, e il
caolino che si trova vicino al fiume, e poi trattando l’impasto, vien fuori una
malta che incolla bene mattone e mattone, e in più non lascia passare le termiti
che salgono a mangiare il tetto. Abbiamo cominciato a fare le mattonelle per il
pavimento, con l’argilla dei vasi, appunto per evitare il consumo di cemento. Le
facciamo di tre cm di spessore, le bruceremo nella fornace. Siamo alle prime
prove, pare che funzioni. Andremo avanti adagio, ogni piccolo risultato è una
vittoria sulle difficoltà. Per esempio il trattore, era rotto il motorino
d’avviamento, l’abbiamo mandato ‘lontano’ a riparare, abbiamo pagato ma si è
perso chissà dove.
Ho visitato alcune zone della vasta missione, in moto. Tornando da Bika (55 Km)
dopo giorni passati nei villaggi, avevo la febbre, sono caduto tra i sassi, non
avevo la forza di sollevare la moto, ho camminato un’ora a cercare una capanna
per dormire, il giorno dopo sono rientrato in missione. Nel consiglio
parrocchiale abbiamo fatto una proposta: ogni settore della missione (diversi
villaggi con comunità cristiane) costruisca un casetta in mattoni, sei metri per
quattro, cameretta e ufficio, per permettere al padre di fermarsi diversi giorni
e incontrare la gente, formare i responsabili, visitare i villaggi vicini. Pare
poco ma è tanto. E sono otto settori. La gente collabora. Al raccolto delle
arachidi ogni famiglia dovrebbe dare un catino pieno, al raccolto del riso un
altro catino, più una bottiglia di olio di palma per famiglia. Il 50 % entrerà
nella cassa della cappella di villaggio, il 20 % andrà alla diocesi (seminario
minore, centro di formazione dei catechisti), il 30 % alla missione di Bambilo.
E dovranno portare questi raccolti al mercato, a diverse decine di Km, portando
tutto in testa. Naturalmente saranno pagati poco, nessuno di noi si metterebbe
in viaggio per guadagnare così poco. Ci vuole l’umile coraggio dei poveri. E non
è detto che tutti i cristiani si impegneranno alla stessa maniera: qualcuno dirà
che ne ha già abbastanza per far sopravvivere la famiglia. Noi della missione
non possiamo trasportare tutto con la vecchia land-rover: tra nafta e strade
brutte è più la perdita che il guadagno. Dio avrà misericordia anche della
nostra gente.
Stiamo terminando l’anno scolastico, tra insegnanti non pagati, assenza di
libri, quaderni rari. Per un po’ ho insegnato nell’ultima classe elementare
finch’é il maestro era malato. Le scuolette sono di paglia e se non piove almeno
proteggono dal sole, non chiedetemi dei banchi, lasciamo stare, qui è un altro
mondo. Eppure questi ragazzini, queste ragazzine, fra poco saranno buttati nel
vasto mondo dell’economia mondiale e a piedi nudi dovranno rincorrere le
Ferrari. Dio sa il prezzo della vita dei suoi figli, e se Gesù l’ha raccontata
giusta pare che Dio cominci dagli ultimi. Se vogliamo essere sicuri di trovarlo
conviene mettersi dalla parte dei perdenti.
Termino qui. Ho appena dato qualche quaderno e qualche biro ai bambini che, dopo
scuola, sono venuti a zappare l’erba per tenere pulita la missione: una scusa
per aiutarli.
Grazie dell’amicizia e dell’aiuto. Per noi è molto, il Signore ricompenserà come
sa fare lui. Gesù ha detto che nel giorno del giudizio i poveri verranno a
testimoniare davanti al Padre dicendo che questa persona e l’altra, beh non so
tutto, ma so che mi ha aiutato così e cosà.
Con tanta amicizia e il ricordo nella preghiera.
P. Vittorio da Bambilo.
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